Condivido con Voi un’analisi molto interessante di Cesare Pillon, pubblicato su milanofinanza.it, su Romanée-Conti

“Alla ribalta anche questa settimana sono le bottiglie del più famoso Pinot Noir della Borgogna, il Romanée-Conti, ma delle annate più giovani, che vanno dal 1995 al 2014. I millesimi per i quali è possibile confrontare la quotazione del 2019 con quella dell’anno precedente sono 19 (16 in tabella, per motivi di spazio) e il loro bilancio, 13 aumenti contro 5 diminuzioni e un prezzo rimasto pressoché invariato, non lascia dubbi sull’attuale propensione rialzista del mercato. Sorprendente quindi la differenza di trattamento riservato alle aste ai millesimi giovani da investitori e collezionisti rispetto alle annate senior. Complessivamente, infatti, le 19 bottiglie sono state pagate 385.825 euro mentre nel 2018 ne valevano soltanto 340.776.

I 45.048 euro che hanno guadagnato rappresentano il 13% del capitale investito e annullano le perdite accusate dai millesimi più anziani. Anzi, chi avesse in cantina tutte e 39 le bottiglie disporrebbe adesso di 19.332 euro in più. In percentuale è soltanto il 2,77%, ma si è verificato in un anno come il 2019, in cui il vento del ribasso ha soffiato implacabile su tutti i grandi rossi di Bordeaux. Il fatto poi che questo aumento controcorrente premi un vino già al vertice con quotazioni perfino irragionevoli fa pensare a una svolta da parte degli investitori, che avrebbero scelto di puntare su Borgogna e Pinot Noir piuttosto che su Bordeaux, Merlot e Cabernet Sauvignon. È un’ipotesi che la classifica Liv-Ex dei vini di pregio sembra confermare: negli ultimi cinque anni l’indice Burgundy 150 è aumentato dell’88%.”

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